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“Per il buon marinaio, non esiste vento sfavorevole”.

Questa frase campeggia all’ingresso di una florida azienda che visito frequentemente per lavoro. Una trasposizione di quella originaria di Seneca
“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”
Come a  voler evidenziare che il timoniere di quell’azienda sa bene dove vuole andare e sa sempre trovare il modo di arrivarci. Buon marinaio, buon imprenditore.

Ritengo che il buon marinaio debba possedere però anche un’altra virtù.

Penso a Chay Blyth, velista scozzese che nel 1971, primo uomo al mondo, ha compiuto in solitaria il giro del globo in verso contrario a quello dei venti dominanti. 292 giorni con andatura di bolina, avverso alla direzione del vento. Chay Blyth è un buon marinaio. Quando si è trovato ad attraversare l’Oceano Pacifico, tra l’Australia e il Sud America, a 50° di latitudine sud (zona dei “50 urlanti”) ha affrontato tempeste terribili, con onde spaventose (Chay Blyth – Il viaggio impossibile – Mursia Editore). Alle prime avvisaglie di tempesta ha ammainato le vele, non preoccupandosi del rallentamento della barca, né della direzione che questa avrebbe assunto durante la tempesta. Imperativo era rimanere vivi e non imbarcare acqua, per non affondareLa tempesta non è un vento favorevole.

tempesta seneca

È arrivata la tempesta del coronavirus.

Non siamo stati capaci di percepire le prime avvisaglie. Siamo rimasti al timone, con le vele spiegate. Non ci si può fermare, bisogna far crescere l’economia, altrimenti scende la Borsa e sale lo spread. Non ci siamo resi conto delle conseguenze. Oggi, dopo che l’epidemia è scoppiata, dopo che si è ingrandita a pandemia, ci siamo decisi ad ammainare le vele, far rallentare l’economia e scendere sottocoperta – io resto a casa – e far passare la tempesta. Ma le conseguenze saranno pesanti. Domani, quando il coronavirus sarà sconfitto, il nostro modo di vivere non sarà più lo stesso.

Saremo capaci di fare tesoro di questa tempesta per cambiare in modo virtuoso?

imparare a navigare

Oggi disponiamo di scienza, conoscenza e tecnologia. Anche se ancora non esiste un vaccino per questo virus, gli scienziati sanno come si diffonde. I primi modelli matematici attendibili che descrivono le epidemie risalgono al 1925 (modello SIR di Kerman e McKendrick) e mettono in luce che c’è sempre una possibilità affinché un’epidemia non scoppi (effetto soglia, fenomeno la cui entità dipende dal tasso di virulenza e di guarigione della malattia). Abbiamo la capacità di individuare modelli che ci suggeriscono come evitare di superare la soglia di innesco. Abbiamo la conoscenza per individuare piani che rispettino i modelli. Disponiamo della tecnologia per attuare questi piani. Allora diventeremo tutti bravi a immaginare scenari di emergenza e individuare piani per fronteggiarla.

Ma tutto questo non basta.

Tutto questo non serve se non avremo la virtù di usare scienza, conoscenza e tecnologia a servizio di un Uomo in armonia con la Natura. La parola oggi ampiamente utilizzata, sostenibilità, vorrebbe intendere proprio questo.

È arrivata la tempesta del coronavirus.

La Natura ci sta avvisando. Ci può annientare in un attimo.

C’è la necessità di riconsiderare il nostro modo di vivere, il modo di fare Economia, il modo di usare le risorse del pianeta che abbiamo preso a prestito dai nostri figli. Serve la lungimiranza di sapersi garantire la possibilità di ammainare le vele, alle prime avvisaglie di tempesta, senza temere per il rallentamento della barca. Davanti a una pandemia tutta la razza umana è sulla stessa barca. Davanti a quello che escogiterà la Natura per annientarci se non la sapremo rispettare, tutta la razza umana sarà sulla stessa barca.

Il timoniere che vuole restare al timone con le vele spiegate durante la tempesta non è un bravo marinaio.

Pierosvaldo Savi

HSE Manager

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Il mondo finanziario e le sue logiche cambieranno molto prima del clima: verso un  RATING ESG.

Ad affermarlo è Larry Fink (co-fondatore, ceo e presidente di BlackRock) che, nella sua lettera annuale ai ceo, mette nero su bianco come il cambiamento climatico stia portando a una profonda rivalutazione del rischio e del valore degli asset. E’ innegabile l’impatto delle politiche legate al clima sui prezzi, sui costi e sulla domanda dell’economia nel suo complesso.

Le banche centrali a loro volta stanno diventando sempre più sensibili al tema nella loro asset allocation e questo getta le basi per un ingente spostamento di capitali verso asset sostenibili.

Come la finanza cambierà le logiche HSE

“Sempre più clienti stanno cercando di riallocare i propri investimenti in strategie sostenibili” spiega ancora Fink. “Se il dieci per cento degli investitori globali lo facesse – o addirittura il cinque per cento – assisteremmo a massicci spostamenti di capitale”.  L’evoluzione sembra essere sempre più un capitalismo responsabile.

In questo contesto che ruolo deve avere l’asset management?

La parola chiave, secondo Fink, è trasparenza. Nel tempo gli investimenti sostenibili daranno più soddisfazioni ed è convinto che integrare la sostenibilità aziendale nei portafogli possa fornire agli investitori i migliori rendimenti.

Ancora una volta la sostenibilità ambientale e i criteri di valutazione ESG oriented si confermano al centro della scena sia in ambito di filosofia di investimento, di costruzione dei portafogli  e di risk management.

Cosa comporta questa evoluzione per le aziende?

Investire in sostenibilità semplifica e facilita l’accesso al mercato del credito e alle risorse finanziarie.

Il sistema creditizio sta dando segnali chiari: presto il rating bancario non si baserà più solo su dati quantitativi ma diventeranno sempre più importanti i dati qualitativi, che in un futuro breve si tradurranno in un vero e proprio RATING DI SOSTENIBLITA’.

E’ quanto annunciato dal ceo dell’istituto di credito Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, in occasione dell’iniziativa Intesa Sanpaolo motore per lo sviluppo sostenibile e inclusivo”. “Siamo pronti a finanziare le aziende italiane che decidono di investire in questo settore perche’ riteniamo che la somma destinata dalla Commissione europea sarebbe di circa 150 mld e noi possiamo tranquillamente sostenere 50 mld di supporto alle aziende italiane che vogliono investire in questo settore”, ha comunicato il top manager. ”

Avendo investito per primi nella economia circolare siamo riusciti a finanziere molte aziende che su questo si sono dedicate e secondo me lavorare su queste tematiche e’ un volano di sviluppo per il Paese. Oggi tutti i grandi investitori istituzionali guardano con grande interesse a queste tematiche che rappresentano il futuro.”

Gestire e misurare per agevolare la rendicontazione.

Nasce quindi l’esigenza per le aziende di gestire e misurare dati nuovi a supporto di una corretta ed efficace rendicontazione degli interventi a favore della sostenibilità aziendale. Nord Pas  possiede le competenze e strumenti specifici per supportare le aziende in questo delicato passaggio, verso uno sviluppo sostenibile.

Oltre 20 anni di esperienza e una solida rete di partner strategici ci rende l’interlocutore ideale per implementare i sistemi di rendicontazione di parametri sia tecnici che qualitativi. In particolare disponiamo di uno strumento digitale per la redazione del Bilancio di Sostenibilità.

    • Conosci le logiche ESG ?
    • Sai quali sono i pilastri della sostenibilità?