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La sicurezza alimentare costituisce un valido sistema prevenzionistico per salvaguardare la salute delle persone e di conseguenza dei lavoratori, contribuendo al benessere dell’azienda in termini di produttività e sostenibilità. In questo contesto la Dieta Mediterranea rappresenta un valido strumento in questo percorso.

 

 

LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE

A cura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il documento “Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana” – Revisione 2018 contiene molti spunti. Questo lavoro di revisione si è reso necessario perché la nutrizione è una scienza sempre più complessa.

Sana alimentazione in ottica moderna significa protezione dalle malattie cronico-degenerative, significa promozione di salute e longevità, significa sostenibilità sociale ed ambientale.

 

Le 13 direttive sono state suddivise in quattro blocchi logici.

  • Un primo blocco riguarda il bilanciamento dei nutrienti.
  • Un secondo blocco è dedicato agli alimenti o gruppi il cui consumo deve essere incentivato, come frutta e verdura.
  • Un terzo blocco riguarda nutrienti particolarmente critici nella dieta attuale e il cui consumo dovrebbe essere ridotto come sale, zuccheri liberi, alcol.
  • L’ultimo blocco è dedicato al “come fare” ad assicurarsi un’alimentazione varia, sicura, salutare e sostenibile.

Le Linee Guida si basano sul modello alimentare della Dieta Mediterranea, un modello condiviso dalla comunità scientifica che si è dimostrato capace di fornire il corredo di nutrienti necessario a prevenire le malattie croniche consentendo una maggiore longevità in qualsiasi popolazione studiata.

 

LA DIETA MEDITERRANEA patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO

Nel 2010 la Dieta mediterranea è stata definita dall’UNESCO come “patrimonio culturale immateriale millenario, vivo e in continua evoluzione, condiviso da tutti i Paesi del Mediterraneo, che incorpora saperi, sapori, ricette, prodotti alimentari, coltivazioni e spazi sociali legati al territorio”.

Tale modello esplica l’azione protettiva e salutare anche grazie all’uso variato di tutti gli alimenti. La Dieta Mediterranea riflette uno stile di vita improntato sulla frugalità alimentare con preponderanza di prodotti vegetali, su un apporto energetico mai eccessivo rispetto al fabbisogno e su una maggiore attività fisica.

 

SALUTE e SICUREZZA SUL LAVORO: IL DECALOGO DELLA PAUSA PRANZO IN UFFICIO

 Occupandoci quotidianamente di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro condividiamo 10 consigli utili, tratti sempre dalle Linee Guida, per gestire la pausa pranzo anche nei luoghi di lavoro.

 

PAUSA PRANZO NEI LUOGHI DI LAVORO

Tratto da LINEE GUIDA REV 2018 a cura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestale

1. Assaggiare sempre il cibo prima di aggiungere il sale.
In generale, i piatti vengono serviti già conditi, quindi non si deve abusare della saliera, che non dovrebbe proprio essere sulla tavola: meglio mangiare con poco sale.
2. Pasteggiare con acqua.
Per mantenere uno stato di idratazione adeguato occorre bere acqua invece che bevande zuccherate e alcoliche. Durante il giorno si devono assumere da 1.5 a 2 litri (circa 8 -10 bicchieri) di acqua ed è molto difficile arrivare a queste quantità se non si beve adeguatamente anche durante i pasti.
3. Fare attenzione alle porzioni evitando di riempirsi troppo il piatto o il portavivande.
Evitare la “sindrome da buffet” con quantità eccessive di cibo che portano a mangiare più del necessario. Fare attenzione alle porzioni anche quando si prepara il portavivande.
4. Frutta e verdura sempre.
Più frutta e verdura si mangia, meglio è per la salute.
5. A fine pasto, abitualmente, privilegiare la frutta al posto di dolci e pasticcini.
È la diretta conseguenza di quanto detto nel punto precedente. Usare la frutta al posto di altri alimenti dolci consente di aumentare le occasioni di consumo di questo alimento e di ridurre il quantitativo di altri alimenti maggiormente calorici.
6. Scegliere piatti che non richiedano eccessive quantità di grassi.
Nel menù quotidiano, preferire cotture leggere: alla piastra, in acqua o al vapore, al cartoccio, microonde, ecc. Per migliorare il gusto, usare aromi e spezie che insaporiscono i piatti, usando poco sale.
7. Spuntini e merende: evitare alimenti ricchi di grassi, sale o zuccheri.
Lo spuntino non deve essere un minipasto, occorre quindi molta attenzione alle scelte e alle quantità. Ovviamente sono da preferire frutta, verdura da sgranocchiare e yogurt. Se si scelgono prodotti confezionati, orientarsi su proposte di piccole dimensioni, che apportino circa 100kcal. Attenzione a spuntini e merende fatte in casa: non c’è l’etichetta a indicare la quantità di nutrienti e calorie e quindi assicurarsi che le fette di crostata (o di ciambellone) siano adeguatamente piccole.
8. Scegliere spesso i legumi: sono soddisfacenti e permettono di aumentare la quota di proteine vegetali e di fibra e soprattutto sono sazianti. Comportano un minore apporto calorico sia al pasto che si sta facendo, che a quello che seguirà.
I legumi sono un alimento a basso contenuto di grassi, ricco di fibra e sono un’ottima fonte di proteine vegetali. Sono soddisfacenti e gustosi in insalate, creme, puree o in zuppa, anche già pronti e utilizzabili anche sul posto di lavoro. Non vanno considerati un contorno, in quanto sono un vero e proprio secondo piatto, oltre che complemento di un primo.
9. Variare sempre il menù quotidiano.
La varietà nella dieta aiuta a ottenere un’alimentazione equilibrata, a soddisfare il gusto, a combattere la monotonia dei sapori e a ridurre l’accumulo di eventuali sostanze indesiderate.
10. L’equilibrio sta nel mantenere uno stile di vita sano giorno dopo giorno.
Una sana alimentazione non si costruisce, né si recupera, in un giorno o in una settimana, ma è il risultato del mantenimento costante di sane regole alimentari, accompagnate da uno stile di vita sufficientemente attivo. La costanza nelle corrette abitudini alimentari può consentire qualche eccezione. Se in un pranzo di lavoro si è mangiato troppo o così in una festa con un buffet più ricco, basterà ricalibrare l’eccesso di calorie con un successivo pasto più leggero.