Novità sulla sicurezza sul lavoro

sicurezza cantieri salute

E’ datato 6 aprile 2021 il documento “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”.

L’atteso documento, realizzato su invito del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della Salute, contribuisce alla rapida realizzazione di un piano vaccinale nazionale.

L’obiettivo del documenti è di favorire l’applicazione e l’efficacia delle misure di contrasto e di contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro e di accrescerne la sicurezza e la salubrità.

16 le regole operative del protocollo in breve

 

piani aziendali vaccinazioni

Vaccinazioni in Azienda:DATORE DI LAVORO

  • Presenta all’ASL un piano aziendale per le vaccinazioni
  • Sopporta i costi per somministrazione, realizzazione e gestione dei piani aziendali
  • Può sottoscrivere CONVENZIONI con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione

 

Vaccinazioni in Azienda: LAVORATORI

NESSUN OBBLIGO: le adesioni sono su base volontaria del singolo lavoratore, espresse con CONSENSO INFORMATO. La vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro.

 

Vaccinazioni in Azienda: MEDICO COMPETENTE

Fornisce tutte le informazioni necessarie per ottenere il CONSENSO INFORMATO

 

Vaccinazioni in Azienda: SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

  • Fornisce i vaccini, siringhe e aghi e la formazione ai medici competenti e infermieri e gli strumenti per la registrazione dei vaccini
  • Tramite operatori sanitari somministra il vaccino nei locali idonei, in orario di lavoro e nel rispetto della privacy

 

Il documento completo è disponibile al link PROTOCOLLO VACCINAZIONI IN AZIENDA

 

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Scade il 1 marzo 2021 la presentazione del modello OT23 per le attività di prevenzione eseguite nel 2020 

Abbiamo approfondito nell’articolo Come le aziende possono richiedere la riduzione del tasso INAIL attraverso il modello OT23

  • Quali sono i prerequisiti che l’azienda deve possedere per accedere alla riduzione del tasso INAIL?
  • Qual è la documentazione da presentare per ottenere lo sconto INAIL
  • Come viene applicata la riduzione del tasso INAIL

mod OT23

Relativamente al Modello OT23 Anno 2021, sono usciti di recente una serie di documenti utili per comprendere bene come redigere la domanda, da presentare entro il 1 marzo 2021:

  1. La Guida alla compilazione
  2. Le FAQ
  3. La Scheda di Sintesi
  4. Il modello OT23 e i punteggi

 

 

La Guida alla compilazione

Introduzione: l’art. 23 delle Modalità per l’applicazione delle Tariffe, approvate con decreto interministeriale del 27.02.2019, prevede una riduzione del tasso medio di tariffa per le aziende che abbiano effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa in materia.

Per accedere alla riduzione, l’azienda deve presentare un’apposita istanza (Modulo per la riduzione del tasso medio per prevenzione), esclusivamente in modalità telematica, attraverso la sezione Servizi Online presente sul sito www.inail.it, entro il termine del 1° marzo 2021, unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto.

Nella Guida vengono poi approfonditi

  1. INTERVENTI MIGLIORATIVI
  2. PUNTEGGIO
  3. DOCUMENTAZIONE PROBANTE
  4. PRESUPPOSTI
  5. DEFINIZIONE DELLA DOMANDA

La guida completo è scaricabile QUI

Le FAQ

  • Cosa si intende per micro formazione?
  • La micro-formazione può essere effettuata anche in presenza di docente o solamente attraverso la riproduzione di video di pochi minuti?
  • Quali caratteristiche devono avere i quasi infortuni per essere ritenuti tali ai fini dell’attuazione dell’intervento?

Queste e molte altre le domande presenti nella sezione FAQ del documento, scaricabile QUI.

La Scheda di Sintesi

Raggruppa e sintetizza le principali novità rispetto all’edizione perecedente

Nuovi interventi

  • intervento A-2.1 (ancoraggi)
  • interventi A-3.4, A-3.5, A-3.6, A-3.7 (sicurezza macchine e trattori)
  • intervento A-5.1 (prevenzione del rischio da punture di imenotteri)
  • intervento B-10 (sicurezza stradale – test alcolemici)
  • intervento C-2.2 (prevenzione del rischio chimico)
  • intervento C-2.2 (prevenzione del rischio chimico)
  • intervento C-4.4 (interventi fisioterapici per la riduzione dei disturbi muscolo-scheletrici)
  • intervento D-3 (microformazione)
  • intervento F-4 (controllo a distanza attrezzature antincendio)
  • intervento F-5 (riduzione del rischio aggressione)
  • intervento F-7 (controllo utilizzo dei DPI)

Interventi rimodulati e/o eliminati

  • interventi sezione B da B-5 a B-12 (responsabilità sociale)
  • intervento C-3 (riunione periodica)
  • intervento C-5 (selezione fornitori)
  • intervento C-7 (efficacia formazione)
  • intervento C-9 (dati epidemiologici territorio/comparto)
  • intervento E-2 (formazione scenari incidentali)
  • intervento E-3 (piano di monitoraggio strumentale)

Interventi modificati

  • intervento A-2.1 (ancoraggi)
  • intervento B-2 (trasporto casa-lavoro)
  • intervento C-4.1 (promozione della salute osteoarticolare)
  • intervento C-5.1 (prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei tumori)
  • intervento C-5.2 (prevenzione uso sostanze psicotrope/abuso di alcol)
  • intervento D-2 (sensibilizzazione molestie)

La SCHEDA DI SINTESI COMPLETA è scaricabile al Qui.

 

Il modello OT23 e i punteggi

Il documento riporta il modulo aggiornato per l’anno 2021 e le tabelle con i punteggi per ciascun intervento.

modulo OT23 2021

Gli interventi riguardano le macro tematiche seguenti:

A PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI MORTALI (non stradali)

  • A-1 Ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento
  • A-2 Prevenzione del rischio di caduta dall’alto
  • A-3 Sicurezza macchine e trattori
  • A-4 Prevenzione del rischio elettrico
  • A-5 Prevenzione del rischio da punture di insetto

B PREVENZIONE DEL RISCHIO STRADALE

C PREVENZIONE DELLE MALATTIE PROFESSIONALI

  • C-1 Prevenzione del rischio rumore
  • C-2 Prevenzione del rischio chimico
  • C-3 Prevenzione del rischio radon
  • C-4 Prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici
  • C-5 Promozione della salute

D FORMAZIONE, ADDESTRAMENTO, INFORMAZIONE

E GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA: MISURE ORGANIZZATIVE

F GESTIONE DELLE EMERGENZE E DPI

Modulo OT23 e tabella completa scaricabili Qui.

 

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(Articolo aggiornato a seguito dell’entrata in vigore della L. 27 novembre 2020, n. 159).

 

Il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 “Cura Italia”, all’articolo 103, comma 2, stabilisce che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza”.

 

Modifiche a tale Decreto sono state introdotte dal Decreto Legge 7 ottobre 2020, n. 125, come modificato dalla L. 27 novembre 2020, n. 159, che all’art. 3-bis riporta:

1. All’articolo 103 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, le parole: “il 31 luglio 2020” sono sostituite dalle seguenti: “la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19”;

b) dopo il comma 2-quinquies è inserito il seguente:

“2-sexies. Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, di cui al comma 2, scaduti tra il 1° agosto 2020 e la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, e che non sono stati rinnovati, si intendono validi e sono soggetti alla disciplina di cui al medesimo comma 2”.

 

2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 8, comma 10, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, le previsioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 non si applicano ai documenti unici di regolarità contributiva di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, che continuano ad essere assoggettati alla disciplina ordinaria di cui al medesimo decreto ministeriale.

 

Le novità introdotte il 13 gennaio 2021

validità certificati formazione salute e sicurezza 2021 covid

 

Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 13 gennaio 2021 ha deliberato la proroga dello stato di emergenza fino al 30 aprile 2021; pertanto, allo stato attuale, gli attestati di formazione che scadono durante lo stato di emergenza saranno validi fino al 29 luglio 2021.

Il sito del Ministero del Lavoro e politiche sociali, alla sezione FAQ riporta le seguenti indicazioni (Da tenere conto che non costituiscono norma di legge):

 

In questo periodo di emergenza da COVID-19, in considerazione delle difficoltà operative determinate dalle misure di contenimento, è possibile posticipare tutta la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro o solo l’aggiornamento?

In considerazione della situazione eccezionale, caratterizzata dalle misure di contenimento per evitare e prevenire il contagio da COVID-19, in coerenza con il principio introdotto dall’articolo 103, comma 2, del Decreto-legge n. 18 del 2020, si ritiene che nel caso in cui non sia possibile, temporaneamente, effettuare l’aggiornamento previsto si possa ugualmente proseguire lo svolgimento dell’attività lavorativa. Diversamente, per quanto riguarda la formazione da svolgere ex novo (ad esempio in caso di assunzione di nuovo personale, o nel caso di cambio di mansione, ovvero ancora nel caso dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro), si ritiene che la stessa non possa essere posticipata, ferma restando la possibilità di svolgere la formazione in videoconferenza se ne ricorrono i presupposti.

 

In questo periodo di emergenza da COVID-19, in considerazione delle difficoltà operative determinate dalle misure di contenimento, in caso di impossibilità a effettuare l’aggiornamento della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è possibile proseguire lo svolgimento dell’attività lavorativa? Inoltre, al fine di poter ugualmente svolgere la formazione prevista, è possibile utilizzare modalità di formazione a distanza invece che in aula?

In considerazione della situazione eccezionale, caratterizzata dalle misure di contenimento per evitare e prevenire il contagio da COVID-19, in coerenza con il principio introdotto dall’articolo 103, comma 2, del

Decreto-legge n. 18 del 2020 si ritiene che la mancata effettuazione dell’aggiornamento non preclude lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Fermo restando, naturalmente, l’obbligo di completare l’aggiornamento immediatamente dopo la fase emergenziale.

Inoltre, al fine di contemperare l’esigenza del contenimento delle attività con il necessario aggiornamento delle competenze in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si ritiene ammissibile, in via temporanea, lo svolgimento delle attività formative in videoconferenza esclusivamente con modalità sincrona, ad esclusione della parte pratica dei corsi, in modo da garantire la verifica delle presenze dei soggetti da formare e la piena interazione tra questi ultimi e i docenti (ad esempio assicurando la condivi

Possiamo supportarti per le attività di FORMAZIONE in materia di Salute e sicurezza: SCOPRI I NOSTRI SERVIZI

 

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In ambito di Gestione della salute e sicurezza sul lavoro è recentemente uscito un documento ISO contenente le Linee guida generali per un lavoro sicuro durante la pandemia di COVID-19: ISO/PAS 45005:2020, applicabile alle organizzazioni di tutte le dimensioni e settori.

goal 3 agenda 2030

Questo standard contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: in particolare il goal 3 SALUTE E BENESSERE ossia quello di garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età.

 

Cos’è una PAS

Una specifica disponibile pubblicamente o PAS (dall’inglese Publicly Available Specification) è un documento di standardizzazione simile ad una norma tecnica nella struttura e nella forma, ma che ha un diverso percorso di sviluppo. L’obiettivo di una specifica disponibile al pubblico è accelerare il processo di standardizzazione. Le PAS sono spesso prodotte in risposta ad un’esigenza urgente del contesto internazionale.

 

ISO PAS 45005

 

I contenuti di ISO/PAS 45005:2020

Il documento rappresenta una guida per le organizzazioni su come gestire i rischi derivanti dal COVID-19 allo scopo di proteggere la salute, la sicurezza e il benessere legati al lavoro.

Il documento è applicabile alle organizzazioni di tutte le dimensioni e settori, comprese quelle che:

a) hanno funzionato durante tutta la pandemia;

b) stanno riprendendo o pianificando di riprendere le operazioni dopo la chiusura totale o parziale;

c) rioccupato i luoghi di lavoro che sono stati chiusi in tutto o in parte;

d) sono nuovi e hanno in programma di operare per la prima volta.

Il documento fornisce anche orientamenti relativi alla protezione dei lavoratori di ogni tipo (ad esempio lavoratori dipendenti dall’organizzazione, lavoratori di fornitori esterni, appaltatori, lavoratori autonomi, lavoratori interinali, lavoratori anziani, lavoratori disabili e soccorritori) e altre parti interessate pertinenti (ad esempio visitatori di un posto di lavoro, compresi membri del pubblico).

Questo documento non ha lo scopo di fornire indicazioni su come implementare protocolli specifici di controllo delle infezioni in contesti clinici, sanitari e di altro tipo.

NOTA La legislazione e le linee guida applicabili sono fornite dal governo, dalle autorità di regolamentazione e dalle autorità sanitarie per i lavoratori in questi contesti o in ruoli correlati

Perché è importante implementare le linee guida ISO/PAS 45005:2020

Implementando i contenuti presenti in questa guida, l’organizzazione sarà in grado di:

a) intraprendere azioni efficaci per proteggere i lavoratori e altre parti interessate rilevanti attuando una gestione dei rischi legati al COVID-19;

b) dimostrare che sta affrontando i rischi relativi al COVID-19 utilizzando un approccio sistemico;

c) mettere in atto un quadro per consentire un adattamento efficace e tempestivo alla situazione in evoluzione.

 

Maggiori dettagli sulla struttura e sui contenuti del documento al link ISO/PAS 45005:2020(en), Occupational health and safety management — General guidelines for safe working during the COVID-19 pandemic

 

Protocolli Sicurezza Covid-19: come verificarne l’efficacia

Come ormai noto, l’attuazione ed il controllo dei Protocolli di Sicurezza anti Covid-19 nelle aziende è in carico a RSPP e HS Manager. Ne consegue la necessità di tracciare l’attività fatta anche attraverso specifiche liste di controllo (checklist) e report utili all’analisi dei dati.

NORD PAS grazie al proprio applicativo Q-81 HSE WEB APP e a strumenti di check-list, è in grado di supportare l’organizzazione per verificare, attraverso un audit interno, l’attuazione del Protocollo di Sicurezza adottato in azienda e il grado di rispondenza ai requisiti indicati dallo standard ISO/PAS 45005.

 

Scarica le linee guida completa e contattaci per l’implementazione nella tua azienda.

 

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L’INAIL sostiene le imprese che investono in prevenzione con contributi in conto capitale fino al 65% delle spese sostenute.

Con il Bando ISI 2020 l’Inail ha messo a disposizione €211.226.450,00 di contributi a fondo perduto alle imprese che scelgono di investire in prevenzione per migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’iniziativa è rivolta alle imprese, anche individuali, ubicate sul territorio nazionale iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato ed agricoltura e
enti del terzo settore.

  • I fondi del bando Isi 2020 sono suddivisi in 4 tipologie di progetto:
  • Asse 1 – investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
  • Asse 2 – riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC);
  • Asse 3 – bonifica da materiali contenenti amianto;
  • Asse 4 – micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività.

bando sicurezza sul lavoro

Il Bando Inail – Isi 2020 – per il Friuli Venezia Giulia ha una dotazione di risorse pari a € 3.493.756,00 di cui:
per l’Asse 1.1 per i progetti di investimento (macchine operatrici, attrezzature) € 1.498.980,00;
per l’Asse 2 per i progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC) € 551.604,00;
per l’Asse 3 per i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto € 954.496,00;
per l’Asse 4 per i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività € 450.200,00.
Per maggiori dettagli scarica il documento completo FVG.

La domanda di finanziamento va presentata in modalità telematica in più fasi, come specificato sul portale Inail.
Le date della procedura saranno pubblicate entro il 26 febbraio. Il contributo erogato in conto capitale, calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’Iva, può coprire fino al 65% delle spese sostenute, con un tetto massimo di 130mila euro per i progetti ammessi che rientrano nei primi tre assi di finanziamento e di 50mila euro per quelli del quarto asse.

Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi al contact center Inail al numero 06.6001, disponibile da rete fissa e mobile secondo il piano tariffario del proprio gestore telefonico oppure contattaci! Possiamo supportarti per le attività di Formazione, Rendicontazione e Organizzazione in materia di Salute e sicurezza: SCOPRI I NOSTRI SERVIZI

 

 

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La sicurezza alimentare costituisce un valido sistema prevenzionistico per salvaguardare la salute delle persone e di conseguenza dei lavoratori, contribuendo al benessere dell’azienda in termini di produttività e sostenibilità. In questo contesto la Dieta Mediterranea rappresenta un valido strumento in questo percorso.

 

 

LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE

A cura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il documento “Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana” – Revisione 2018 contiene molti spunti. Questo lavoro di revisione si è reso necessario perché la nutrizione è una scienza sempre più complessa.

Sana alimentazione in ottica moderna significa protezione dalle malattie cronico-degenerative, significa promozione di salute e longevità, significa sostenibilità sociale ed ambientale.

 

Le 13 direttive sono state suddivise in quattro blocchi logici.

  • Un primo blocco riguarda il bilanciamento dei nutrienti.
  • Un secondo blocco è dedicato agli alimenti o gruppi il cui consumo deve essere incentivato, come frutta e verdura.
  • Un terzo blocco riguarda nutrienti particolarmente critici nella dieta attuale e il cui consumo dovrebbe essere ridotto come sale, zuccheri liberi, alcol.
  • L’ultimo blocco è dedicato al “come fare” ad assicurarsi un’alimentazione varia, sicura, salutare e sostenibile.

Le Linee Guida si basano sul modello alimentare della Dieta Mediterranea, un modello condiviso dalla comunità scientifica che si è dimostrato capace di fornire il corredo di nutrienti necessario a prevenire le malattie croniche consentendo una maggiore longevità in qualsiasi popolazione studiata.

 

LA DIETA MEDITERRANEA patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO

Nel 2010 la Dieta mediterranea è stata definita dall’UNESCO come “patrimonio culturale immateriale millenario, vivo e in continua evoluzione, condiviso da tutti i Paesi del Mediterraneo, che incorpora saperi, sapori, ricette, prodotti alimentari, coltivazioni e spazi sociali legati al territorio”.

Tale modello esplica l’azione protettiva e salutare anche grazie all’uso variato di tutti gli alimenti. La Dieta Mediterranea riflette uno stile di vita improntato sulla frugalità alimentare con preponderanza di prodotti vegetali, su un apporto energetico mai eccessivo rispetto al fabbisogno e su una maggiore attività fisica.

 

SALUTE e SICUREZZA SUL LAVORO: IL DECALOGO DELLA PAUSA PRANZO IN UFFICIO

 Occupandoci quotidianamente di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro condividiamo 10 consigli utili, tratti sempre dalle Linee Guida, per gestire la pausa pranzo anche nei luoghi di lavoro.

 

PAUSA PRANZO NEI LUOGHI DI LAVORO

Tratto da LINEE GUIDA REV 2018 a cura del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestale

1. Assaggiare sempre il cibo prima di aggiungere il sale.
In generale, i piatti vengono serviti già conditi, quindi non si deve abusare della saliera, che non dovrebbe proprio essere sulla tavola: meglio mangiare con poco sale.
2. Pasteggiare con acqua.
Per mantenere uno stato di idratazione adeguato occorre bere acqua invece che bevande zuccherate e alcoliche. Durante il giorno si devono assumere da 1.5 a 2 litri (circa 8 -10 bicchieri) di acqua ed è molto difficile arrivare a queste quantità se non si beve adeguatamente anche durante i pasti.
3. Fare attenzione alle porzioni evitando di riempirsi troppo il piatto o il portavivande.
Evitare la “sindrome da buffet” con quantità eccessive di cibo che portano a mangiare più del necessario. Fare attenzione alle porzioni anche quando si prepara il portavivande.
4. Frutta e verdura sempre.
Più frutta e verdura si mangia, meglio è per la salute.
5. A fine pasto, abitualmente, privilegiare la frutta al posto di dolci e pasticcini.
È la diretta conseguenza di quanto detto nel punto precedente. Usare la frutta al posto di altri alimenti dolci consente di aumentare le occasioni di consumo di questo alimento e di ridurre il quantitativo di altri alimenti maggiormente calorici.
6. Scegliere piatti che non richiedano eccessive quantità di grassi.
Nel menù quotidiano, preferire cotture leggere: alla piastra, in acqua o al vapore, al cartoccio, microonde, ecc. Per migliorare il gusto, usare aromi e spezie che insaporiscono i piatti, usando poco sale.
7. Spuntini e merende: evitare alimenti ricchi di grassi, sale o zuccheri.
Lo spuntino non deve essere un minipasto, occorre quindi molta attenzione alle scelte e alle quantità. Ovviamente sono da preferire frutta, verdura da sgranocchiare e yogurt. Se si scelgono prodotti confezionati, orientarsi su proposte di piccole dimensioni, che apportino circa 100kcal. Attenzione a spuntini e merende fatte in casa: non c’è l’etichetta a indicare la quantità di nutrienti e calorie e quindi assicurarsi che le fette di crostata (o di ciambellone) siano adeguatamente piccole.
8. Scegliere spesso i legumi: sono soddisfacenti e permettono di aumentare la quota di proteine vegetali e di fibra e soprattutto sono sazianti. Comportano un minore apporto calorico sia al pasto che si sta facendo, che a quello che seguirà.
I legumi sono un alimento a basso contenuto di grassi, ricco di fibra e sono un’ottima fonte di proteine vegetali. Sono soddisfacenti e gustosi in insalate, creme, puree o in zuppa, anche già pronti e utilizzabili anche sul posto di lavoro. Non vanno considerati un contorno, in quanto sono un vero e proprio secondo piatto, oltre che complemento di un primo.
9. Variare sempre il menù quotidiano.
La varietà nella dieta aiuta a ottenere un’alimentazione equilibrata, a soddisfare il gusto, a combattere la monotonia dei sapori e a ridurre l’accumulo di eventuali sostanze indesiderate.
10. L’equilibrio sta nel mantenere uno stile di vita sano giorno dopo giorno.
Una sana alimentazione non si costruisce, né si recupera, in un giorno o in una settimana, ma è il risultato del mantenimento costante di sane regole alimentari, accompagnate da uno stile di vita sufficientemente attivo. La costanza nelle corrette abitudini alimentari può consentire qualche eccezione. Se in un pranzo di lavoro si è mangiato troppo o così in una festa con un buffet più ricco, basterà ricalibrare l’eccesso di calorie con un successivo pasto più leggero.

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In base alle recenti limitazioni apportate dal DPCM 7 agosto 2020 e alla successiva ordinanza del 12 agosto 2020, si ricorda al personale dell’azienda di rientro dall’Estero che sono previste limitazioni a seconda del Paese in cui si ha soggiornato e/o in cui si è transitati.

 

Si rimanda pertanto alla pagina del Ministero della Salute “Covid-19 Viaggiatori” per verificare nel dettaglio le restrizioni previste in base alla propria situazione:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto

 

Si ricorda inoltre, che chiunque entri in Italia da qualsiasi località estera è tenuto a consegnare al vettore o alle forze di polizia in caso di controlli una autodichiarazione scaricabile dal seguente link:

https://www.esteri.it/mae/resource/doc/2020/08/modulo_rientro_da_estero_18_08_20.pdf

 

In caso di dubbi è possibile chiamare i seguenti numeri utili:

  • dall’Italia il numero gratuito 1500 
  • dall’estero i numeri +39 0232008345 – +39 0283905385 

 

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Il D.Lgs. 1 giugno 2020 n. 44 recepisce la Direttiva agenti cancerogeni (UE) 2017/2398 riguardante la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro, introducendo 11 nuove sostanze cancerogene, 1 nuovo processo e modificando il c. 6 dell’Art. 242 relativo alla Sorveglianza sanitaria e gli allegati XLII e IIXLI del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sostituiti dagli allegati I e II del presente decreto.

Le novità del D.Lgs n. 44 / 2020

a. Le nuove sostanze cancerogene introdotte

  •  Composti di cromo VI
  • Fibre ceramiche refrattarie
  • Polvere di silice cristallina respirabile
  • Ossido di etilene
  • 1,2-Epossipropano
  • Acrilammide
  • 2-Nitropropano
  • o-Toluidina
  • 1,3-Butadiene
  • Idrazina
  • Bromoetilene

b. Elenco di sostanze, miscele e processi introdotti

Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione.

c. Modifica comma 6 art. 242 D.Lgs. n. 81/2008

All’articolo 242 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il comma 6 è sostituito dal seguente: «6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, ove ne ricorrano le condizioni, segnala la necessità che la stessa prosegua anche dopo che è cessata l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per la tutela della salute del lavoratore interessato. Il medico competente fornisce, altresì, al lavoratore indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari, anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa, sulla base dello stato di salute del medesimo e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche.».

d. modifiche agli allegati XLII e XLIII  art. 2 D.Lgs. n. 81/2008

Art. 2. modifiche agli allegati XLII e XLIII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 : sostituiti dagli allegati I e II del presente decreto

ALLEGATO I

ALLEGATO XLII Elenco di Sostanze, Miscele e Processi

  1. Produzione di auramina con il metodo Michler.
    2. I lavori che espongono agli idrocarburi policiclici aromatici presenti nella fuliggine, nel catrame o nella pece di carbone.
    3. Lavori che espongono alle polveri, fumi e nebbie prodotti durante il raffinamento del nichel a temperature elevate.
    4. Processo agli acidi forti nella fabbricazione di alcool isopropilico.
    5. Il lavoro comportante l’esposizione a polveri di legno duro.
    6. Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione

ALLEGATO II

Allegato XLIII Valori limite di esposizione professionale

Nome agenteN. CE (1)N. CAS (2)Valori limite (3)OsservazioniMisure transitorie
mg/m3 (4)ppm (5)f/ml (6)
Polveri di legno duro – –2 (7) – – –Valore limite:
3 mg/m3 fino al
17 gennaio 2023
Composti di cromo VI definiti cancerogeni ai sensi dell’articolo 2, lettera a), punto i), (come cromo) – –0,005 – – –Valore limite: 0,010 mg/m3 fino al 17 gennaio 2025
Valore limite: 0,025 mg/m3 per i procedimenti di saldatura o taglio al plasma o analoghi procedimenti di lavorazione che producono fumi fino
al 17 gennaio 2025
Fibre ceramiche refrattarie definite cancerogene ai sensi dell’articolo 2, lettera a), punto i) – – –0,3 – –
Polvere di silice cristallina respirabile –0,1 (8) – – –
Benzene200-753-771-43-23,251 –Cute (9) –
Cloruro di vinile monomero200-831-075-01-42,61 – –
Ossido di etilene200-849-975-21-81,81Cute (9) –
1,2-Epossipropano200-879-275-56-92,41 –
Acrilammide201-173-779-06-10,1Cute (9) –
2-Nitropropano201-209-179-46-9185 –
o-Toluidina202-429-095-53-40,50,1Cute (9) –
1,3-Butadiene203-450-8106-99-02,21 –
Idrazina206-114-9302-01-20,0130,01Cute (9) –
Bromoetilene209-800-6593-60-24,41 –
(1) N. CE (ossia EINECS, ELINCS o NLP): è il numero ufficiale della sostanza all’interno dell’Unione europea, come definito nell’allegato VI, parte 1, punto 1.1.1.2, del regolamento (CE) n. 1272/2008.

(2) N. CAS: numero di registrazione CAS (Chemical Abstract Service).

(3) Misurato o calcolato in relazione a un periodo di riferimento di 8 ore.

(4) mg/m3 = milligrammi per metro cubo di aria a 20 °C e 101,3 kPa (corrispondenti alla pressione di 760 mm di mercurio).

(5) ppm = parti per milione per volume di aria (ml/m3).

(6) f/ml = fibre per millilitro.

(7) Frazione inalabile: se le polveri di legno duro sono mischiate con altre polveri di legno, il valore limite si applica a tutte le polveri di legno presenti nella miscela in questione.

(8) Frazione respirabile

(9) Contribuisce in modo significativo all’esposizione totale attraverso la via di assorbimento cutanea

 

sicurezza cantieri salute

E’ datato 25/05/2020 il nuovo rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità che illustra le migliori modalità operative degli impianti in base alla caratteristica degli ambienti e al loro rischio intrinseco di diffusione del  droplet. Il documento riporta anche  indicazioni in merito alla pulizia e sanificazione degli impianti.

I principali destinatari di questo rapporto sono:

  • datori di lavoro,
  • gestori,
  • amministratori,
  • responsabili della sicurezza 
  • operatori di edifici pubblici e privati,
  • strutture comunitarie non sanitarie,
  • strutture alberghiere,
  • uffici,
  • locali adibiti ad attività sportive e scolastiche,
  • ambienti domestici, ecc. e le autorità sanitarie che a livello nazionale, regionale e locale sono preposte alla tutela della salute e sono coinvolte nella prevenzione e gestione dei rischi associati alla diffusione del virus SARS-CoV-2.

L’adeguamento alle condizioni contingenti, durante la cosiddetta fase due dell’emergenza che è stata preceduta da un lungo periodo di lockdown, comporta che non si possa prescindere da una “nuova percezione sociale degli ambienti indoor” che deve trovare una appropriata risposta nelle misure di contenimento del rischio di trasmissione del virus SARS-CoV-2 con idonee procedure di prevenzione e protezione. Una possibile trasmissione del contagio è dovuta alla dispersione di micro-goccioline (come meglio specificato in seguito) che possono essere veicolate dalla circolazione d’aria forzata dai sistemi di ventilazione e climatizzazione. In questo ambito, nel documento presentato vengono descritti i principali componenti di questi sistemi e vengono altresì fornite raccomandazioni operative per la gestione di questi impianti ai fini di ridurre le possibilità di contagio.

 

In sintesi definiamo  i principali argomenti del documento invitandovi a contattare NORDPAS per qualsiasi supporto pratico

 

Sistemi di ventilazione e di climatizzazione

Principalmente si fa riferimento a:

  • Unità di trattamento aria (UTA)
  • Ventilconvettori o unità terminali idroniche del tipo fan coil
  • Climatizzatori ad espansione diretta o del tipo a split
  • Climatizzatori portatili monoblocco
  • Cappe aspiranti e a ricircolo

 

Modalità di contagio aerogeno mediato dagli impianti di climatizzazione e ventilazione

Tra le possibili vie di trasmissione del virus SARS-CoV-2 vi sono, le goccioline (droplet), il bioaerosol (droplet nuclei) di origine respiratoria e, potenzialmente, il bioaerosol originato dagli impianti di scarico fecali (Figura 1).

trasmissione goccioline virus
fonte Rapporto ISS COVID-19 • n. 33/2020 del 25/05/2020

 

Raccomandazioni operative per la gestione degli impianti

Le seguenti indicazioni sono riferite ad impianti correttamente installati e oggetto di una regolare manutenzione e pulizia, conformi alla normativa vigente in materia, con particolare riguardo a sicurezza e igiene. Impianti obsoleti o vetusti, che non rispettino tali condizioni devono essere oggetto di un’adeguata manutenzione e pulizia prima del loro utilizzo.

Al fine di definire raccomandazioni operative per la gestione degli impianti di climatizzazione, deve essere tenuta in considerazione e valutata una matrice di rischio per la trasmissione di SARS-CoV-2, attraverso tali impianti.

livello di rischio in ambiente
fonte Rapporto ISS COVID-19 • n. 33/2020 del 25/05/2020

 

Conseguentemente, le raccomandazioni operative per l’appropriato utilizzo di un impianto di climatizzazione sono elencate di seguito, per tipologia di impianto (Tabella 10). Per quelle non comprese nell’elenco è possibile procedere per analogia, in relazione alle indicazioni generali riportate sopra. Le indicazioni sono riferite a ciascun impianto; nel caso siano presenti più impianti (es. ventilconvettori e aria primaria) è opportuno osservare le indicazioni valide per ciascuno di essi. Al fine di mantenere la separazione tra gli ambienti si raccomanda che le porte interne all’edificio siano mantenute chiuse.

raccomandazioni operative

rischio impianti
fonte Rapporto ISS COVID-19 • n. 33/2020 del 25/05/2020

 

Raccomandazioni operative per la ventilazione naturale

Le criticità esposte sopra sussistono anche nel caso di ventilazione naturale degli ambienti mediante l’apertura dei serramenti. Infatti, l’aria viene movimentata attraverso l’edificio per effetto della pressione differenziale tra le diverse aperture presenti. Ciò determina in generale lo spostamento dell’aria dagli ambienti sopravento verso quelli sottovento, con diffusione di aerosol tra ambienti adiacenti. Inoltre, nel caso di elevata intensità della ventilazione naturale, la velocità dell’aria in ambiente può essere significativa, determinando il trascinamento di goccioline di maggiore dimensione. Pertanto, in caso di ventilazione naturale degli ambienti è essenziale mantenere chiuse le porte interne all’edificio onde limitare la diffusione tra ambienti adiacenti.

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gestione ambientale

Cos’è la teoria delle reti 

In questi giorni la macchina produttiva del Paese sta scaldando i motori per la ripartenza dopo un mese di quarantena. I comitati scientifici invitano alla prudenza, per scongiurare il più possibile un ritorno dei contagi che sarebbe deleterio se non fatale per la nostra già debole economia. L’attenzione dei governatori, sia a livello locale che nazionale, è incentrata sul trovare soluzioni che consentano ai lavoratori di riprendere il loro posto in azienda, ed offrano nel contempo le garanzie che non vi siano possibilità di nuovi contagi. Nei prossimi giorni verranno senz’altro proposti protocolli che porteranno ad organizzare il lavoro in primis e la vita quotidiana poi, in questa direzione. Oltre alle varie soluzioni tecniche di prevenzione che verranno attuate, risulterà senz’altro strategico evitare con il massimo grado di efficacia che l’eventuale presenza di persone infette possa provocare un innesco di focolai, con conseguente ripresa dell’epidemia. In questo ambito risulta prioritario essere efficienti nell’isolare i casi infetti. Quindi l’efficienza dovrà riguardare:

  •       L’individuazione della persona infetta (diagnosi)
  •       L’isolamento dell’infetto e delle persone che vi sono venute a stretto contatto (tracciamento).

Non entreremo nel merito delle metodologie e tecnologie che verranno adottate per questo, ma intendiamo evidenziare come questo sia essenziale nella lotta alla ripresa di una diffusione, spiegandolo ancora una volta con la modellazione matematica delle epidemie.

Nei modelli classici di diffusione delle epidemie (leggi anche modello SIR e derivati in R0 e  matematica delle epidemie) si parte dal presupposto semplificativo che il tasso contagio sia un valore medio dei contatti fra suscettibili (S) e infettivi (I). Questo corrisponde ad assumere che le persone, mediamente, si comportino, per le possibilità di contagio, tutte allo stesso modo. Il “tasso netto di riproduzione” R0 di un’infezione (che indica il numero medio di persone che ciascun individuo infetto può contagiare durante il periodo in cui è infettivo) che ne deriva dipende, nel modello, dalle caratteristiche di contagio e di guarigione (o rimozione degli infettivi) della malattia, ma non dai comportamenti della popolazione.

Una interpretazione più raffinata del fenomeno di diffusione si ottiene ricorrendo a modelli matematici più complessi. Fra questi prendiamo in considerazione quelli basati sulla teoria delle reti (network theory models). In questi modelli le persone vengono identificate da nodi connessi fra loro, dove ciascuna connessione sta ad individuare la relazione diretta che una persona può avere con un’altra. Questi stessi modelli possono descrivere reti di natura diversa, come ad esempio Internet (server/router collegati fisicamente fra loro), aeroporti e traffico aereo, abitazioni connesse alla rete di distribuzione dell’energia elettrica, le persone in contatto sui social, e così via.

Nel caso dell’utilizzo del modello per analizzare la diffusione delle epidemie sono rilevanti, quali parametri della rete, il numero di connessioni di ciascun nodo k, ed il coefficiente di trasmissibilità T. Il primo dipende dalla natura delle relazioni che vi sono fra le persone, e varia da nodo a nodo, mentre il secondo dipende in maniera intrinseca dalla malattia e indica con quale facilità avviene il contagio fra una persona e l’altra.

esempio reti

Esempi di 3 reti con gli stessi identici nodi, con lo stesso numero medio [k] di connessioni pari a 2: nella prima rete tutti i nodi hanno 2 connessioni, nella seconda i nodi hanno 1,2 o 3 connessioni, nella terza il numero di connessioni ha maggiore variabilità, ma il valor medio è ancora 2.

La risoluzione matematica della propagazione dell’epidemia in una rete casuale è stata studiata con la teoria della percolazione (cioè il lento movimento di un fluido attraverso un materiale poroso) [1].

In una rete complessa potremo individuare un valore medio di connessioni, indicato con ‹k› mentre il valore ‹k2›–‹k› è la varianza della distribuzione dei valori di k attorno al valor medio ‹k›.

Un risultato rilevante della teoria è che il tasso di riproduzione di base R0 è:

formula r0

Risulta quindi che reti con lo stesso numero di nodi, lo stesso valore medio di connessioni di ciascun nodo ‹k›, saranno caratterizzate da coefficienti R0 diversi se la distribuzione dei valori di k ha varianze diverse. Una rete che presenta una variabilità maggiore dei valori di k ha una varianza maggiore rispetto al valore medio ‹k› , risulta avere un R0 maggiore ed è quindi è più vulnerabile all’epidemia.

Un esempio illustrativo è riportato in figura (fonte: [2]):

fattore trasmissibilità

A parità di fattore di trasmissibilità T, la rete a destra ha una vulnerabilità, ovvero un tasso di riproduzione, più del doppio rispetto alla prima.

Questo risultato è estremamente interessante. Si pensi infatti alla rete come alla rappresentazione della struttura sociale di una popolazione, in cui un individuo entra in contatto con gli altri in base alle sue relazioni: familiari, colleghi di lavoro, amici, compagni di sport, individui appartenenti agli stessi gruppi (come la parrocchia, il centro ricreativo ecc.). I gruppi potranno essere collegati gli uni agli altri proprio attraverso l’appartenenza della stessa persona a più gruppi. I gradi di connessione tra i nodi in una rete saranno quindi distribuiti in modo assai variabile.

Una struttura sociale con ampia variabilità dei gradi di connessione risulta essere altamente vulnerabile ad un’epidemia. Osservando i grafici delle reti forse questo poteva apparire scontato. L’analisi matematica conferma questo dato.

Il distaccamento sociale e il ripristino delle attività quotidiane

In questi modelli risulta evidente come il distaccamento sociale, che comporta quindi la riduzione dei rami fra ciascun nodo e quindi la riduzione sia del valore medio ‹k› che della sua varianza, risulti essere la forma più efficace per il contenimento della diffusione del contagio.

Per quanto riguarda invece le strategie da adottare al ripristino delle attività e della “quotidianità”, i modelli offrono l’opportunità di valutarne l’efficacia qualora consentano di:

  • isolare (mettere in quarantena) persone (infette o prossime a persone infette)
  • sospendere alcune tipologie di contatti per proteggere dei gruppi (vengono immediatamente in mente le persone confinate nelle RSA, negli ospedali, ecc.)
  • individuare, una volta disponibile il vaccino, le persone da vaccinare per prime anche con lo scopo di proteggere il resto della popolazione.

VAX! come capire il fenomeno attraverso un gioco

Tali modelli possono essere anche ben compresi dal lato pratico attraverso un gioco: VAX! È un gioco on line sulla prevenzione delle epidemie. Nel gioco (consigliamo di provarlo, dopo aver letto le semplici regole), prima della partenza dell’epidemia si possono eliminare alcuni nodi dalla rete somministrando un vaccino.

vax gioco online

 Immagine di una rete del gioco online VAX! https://vax.herokuapp.com/game

In tal modo si spezzano i legami fra alcuni rami della rete. Successivamente parte l’epidemia e l’unica arma a disposizione è quelle di mettere in quarantena un individuo alla volta (si mettono in quarantena individui sani, generalmente prossimi ai contagiati, per evitare la propagazione del virus). Si comprende così quali possono essere i nodi strategici su cui agire per contenere la diffusione dell’epidemia e salvare il maggior numero di individui possibile.

Capire le diverse dinamiche a livello regionale

L’apprendimento della dinamica con cui si diffonde l’epidemia nella rete può anche fornire una chiave di interpretazione della differenza degli effetti dell’epidemia tra una regione e l’altra nel nostro Paese. Ne facciamo un cenno qualitativo. Pensiamo ad esempio alla Lombardia, caratterizzata da elevata densità di popolazione (con 10 milioni di persone, sono presenti quasi 1/6 della popolazione nazionale). La rete che descrive gli individui è senz’altro caratterizzata da elevata variabilità dei valori di connessione. Citiamo alcuni aspetti rilevanti che portano ad evidenziare questa variabilità:

  • molte persone vivono in grandi palazzi, in aree densamente popolate, quindi possono avere molti contatti;
  • ci sono alcuni milioni di lavoratori che si recano in aziende con centinaia o migliaia di lavoratori ciascuna, con uniformità di orario (si pensi all’ingresso negli spogliatoi negli orari di inizio/fine turno, alla pausa in mensa). Anche in tal caso i contatti (le connessioni) sono molteplici;
  • i mezzi di trasporto, soprattutto per recarsi al posto di lavoro (metropolitana a Milano, tram, autobus e mezzi pubblici in tutte le province), sono affollati, creando peraltro connessioni di un individuo (nodo) con gruppi diversi;
  • analogo discorso ai mezzi di trasporto vale per i locali pubblici.

Si possono analizzare con gli stessi criteri le regioni del Sud. Prendiamo ad esempio la Campania, che ha una densità di popolazione simile (circa 420 abitanti/km2), ma una struttura di contatti sicuramente diversa:

  • i grandi palazzi sono prevalentemente presenti nelle città di provincia, mentre sono meno presenti nelle periferie;
  • il numero e la concentrazione di aziende con centinaia di lavoratori sono sensibilmente inferiori;
  • i mezzi di trasporto sono meno utilizzati ed affollati rispetto a quelli lombardi mentre per la frequentazione di locali pubblici le differenze potrebbero essere meno marcate

Naturalmente nello sviluppo della diffusione dell’epidemia al sud un ruolo determinante lo ha giocato il ritardo con cui si sono avuti i primi contagi e la quasi simultanea applicazione delle norme di contenimento governative. Tuttavia il numero complessivo attuale di contagi (la Campania ne ha circa 1/15 della Lombardia) trova una parziale spiegazione anche nella struttura della rete dei contatti fra le persone, che per quanto suddetto quella della Lombardia presenta sia un valore medio ‹k› più elevato e una variabilità nei gradi di connessione ‹k2›-‹k› di ciascuna persona molto maggiore rispetto a quella della Campania. Il noto tasso netto di riproduzione R0 della struttura sociale lombarda è sicuramente più alto di quello della struttura sociale campana.

Ing. Pierosvaldo Savi – HSE Manager NordPas

Bibliografia.

[1] Lauren Ancel Meyers – Contact network epidemiology: bond percolation applied to infectious disease prediction and control; Bulletin of The American Mathematical Society – January 2007

 

[2] Lauren Ancel Meyers, University of Texas at Austin & Santa Fe Institute – Preventing the next pandemic – 2019 Stanislaw Ulam Memorial Lectures, Lecture 1 –

https://www.youtube.com/watch?v=vwVDJVbw10k&feature=youtu.be