Sistema di gestione 231

La mancanza di Sicurezza è una perdita collettiva che va combattuta al pari del contagio. Un sistema di gestione contro le infezioni può rappresentare in questo senso un utile passo avanti. Questa la riflessione maturata durante l’evento di Pordenone Legge sostenuto da Nord Pas 14000 dedicato alla presentazione del nuovo libro di Paolo Giordano “Nel Contagio”.  Ma facciamo un passo alla volta.

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La matematica e “La solitudine dei numeri primi”

La solitudine dei numeri primi”, il best-seller di Paolo Giordano vincitore del Premio Strega 2008, non è il solito romanzo: compaiono due protagonisti imperfetti e marginali i quali attraversano vicende dolorose che segnano la loro infanzia, l’adolescenza ed infine l’età adulta. Per entrambi l’infanzia viene segnata da un evento traumatico ed entrambi, anche in età adulta, non riescono a superare il muro di solitudine che li separa. La metafora dei numeri primi viene utilizzata nel romanzo dall’autore per indicare la solitudine dei due protagonisti.

La matematica “Nel contagio”

Nel contagio” l’autore ricorre sempre alla matematica, questa volta per individuare come la matematica del contagio possa esserci d’aiuto a ragionare nel caos. E’ una riflessione sulla necessità di cambiare il nostro punto di vista.
L’epidemia di Covid-19 si candida a essere l’emergenza sanitaria piú importante della nostra epoca. Ci svela la complessità del mondo che abitiamo, delle sue logiche sociali, politiche, economiche, interpersonali e psichiche. Ciò che stiamo attraversando ha un carattere che va oltre la singola identità e la singola cultura. Richiede uno sforzo di vederci inestricabilmente connessi gli uni agli altri e di tenerne conto nelle nostre scelte individuali. Nel contagio siamo un organismo unico, una comunità che comprende l’interezza degli esseri umani.

In poco tempo il virus ha cambiato tutto

Il nostro modo di vivere, la socialità, il commercio, i rapporti fra gli Stati, le modalità di lavoro. Nel Bel Paese si è iniziato a familiarizzare con termini come “smart working“, “videocall“, “distanziamento sociale“, “lockdown“, “pandemia“ entrati ormai a far par parte di una nuova, difficile, quotidianità.
È cambiato anche il modo di misurare e di rapportarsi al tempo: non più progetti a lungo termine, vacanze programmate con largo anticipo, l’attesa spasmodica per il week-end dopo una lunga settimana di lavoro. Le giornate hanno cominciato a diventare tutte uguali, il tempo si è dilatato, mentre la durata dei nostri obiettivi si è costantemente accorciata. Abbiamo smesso di chiederci cosa faremo domani e ci siamo concentrati sull’oggi, i giorni sono diventati ore e le ore minuti interminabili scanditi da videocall, notiziari, bollettini quotidiani della Protezione Civile, dirette Facebook e dirette Tv, ma anche nuovi rituali e una nuova quotidianità da condividere con gli abitanti del proprio quartiere, fino a pochi mesi fa perfetti sconosciuti.
“Quindi l’epidemia c’incoraggia a pensarci come appartenenti a una collettività. Nel contagio siamo un organismo unico. Nel contagio torniamo a essere una comunità.”
Da un parte ci conforta con l’ausilio dei modelli matematici, delle previsioni, dei calcoli. Dall’altra pone quesiti e incognite sul legame fra diffusione del virus e cambiamenti climatici e apre uno spunto di riflessione critica sulla sostenibilità del nostro stile di vita e sulla grave mancanza di lungimiranza delle società più avanzate.

Come sopravvivere al contagio?

Uno dei temi al centro del saggio è il rapporto che abbiamo con il tempo. Ci sentiamo privati, derubati del tempo, una “merce” invisibile ma estremamente preziosa nella società della fretta. Tutti i nostri piani, i nostri progetti sono rimasti bloccati, gli appuntamenti cancellati o rimandati, gli obiettivi posticipati. Ci sentiamo persi senza il controllo del tempo e del futuro.
Una prima soluzione è nella qualità del tempo. Non importa quanto tempo abbiamo a disposizione da qui in poi, ma come lo impieghiamo, il valore che gli diamo. Trovare un senso a questo tempo sospeso e dilatato e imparare a convivere con il virus, adattarci ad esso per sopravvivere:
“Ora è il tempo dell’anomalia, dobbiamo imparare a viverci dentro, trovare delle ragioni per accoglierla che non siano soltanto la paura di morire. Forse è vero che i virus non hanno un’intelligenza ma in questo sono più abili di noi: sanno mutare in fretta, adattarsi. Ci conviene imparare da loro“.

BTC (Biosafety Trust Certification): fra rischi e opportunità

Un secondo ambito di riflessione riguarda la SICUREZZA, sia essa in ambito personale o lavorativo. Il contagio ci ha portato ad una maggiore consapevolezza sui comportamenti e sulle scelte di tutti . Inutile dare la caccia al colpevole, di fatto “Nel contagio torniamo a essere una comunità.” Il comportamento delle persone è al centro della questione.
La mancanza di sicurezza è una perdita collettiva, come tale va combattuta. L’ente di certificazione Rina, ha recentemente sviluppato Biosafety Trust, il primo schema certificativo dei sistemi di gestione per prevenire e mitigare il propagarsi delle infezioni a tutela della salute delle persone da agenti biologici. La nuova certificazione fornisce un insieme di best practice di riferimento per minimizzare i rischi di diffusione delle epidemie nei luoghi di aggregazione pubblici e privati, come ad esempio i mezzi di trasporto, i luoghi di intrattenimento (ristoranti, teatri, musei, palestre e piscine), le strutture ricettive (alberghi, navi da crociera, centri congressi) e le case di cura e di riposo.

Ferretti e Costa Crociere tra i primi a ottenere la Biosafety Trust Certification

Ferretti Group è la prima azienda nel settore della nautica da diporto a ottenere questa certificazione, utile per ridurre al minimo i rischi per dipendenti e clienti.
Il merito è dell’impegno del nel ritenere la salute al primo posto adottando misure di sicurezza preventive. La certificazione, che ha una validità triennale e prevede una sorveglianza periodica, permette a Ferretti Group di consolidare gli importanti investimenti effettuati in termini di tutela del benessere lavorativo dei dipendenti e di conseguire ulteriori e numerosi vantaggi. Tra questi, il rafforzamento della capacità di gestione dei rischi, la garanzia di un servizio di maggior qualità per i clienti, la reattività in caso di incidente, una maggiore fiducia da parte delle parti interessate, la riduzione dei costi diretti e indiretti dovuti a potenziali interruzioni della business continuity e una minor esposizione ai rischi finanziari.
Anche Costa Crociere ha recentemente ottenuto la certificazione volontaria Rina ‘Biosafety Trust Certification’, relativa alla prevenzione del rischio biologico a bordo delle navi. Il processo di certificazione, svolto attraverso audit, prende in considerazione tutti gli aspetti della vita di bordo, dai servizi alberghieri, alla ristorazione, dal fitness alle aree relax, e delle operazioni a terra, come ad esempio le procedure di imbarco e lo svolgimento delle escursioni, valutando la rispondenza del sistema di ogni nave alle procedure finalizzate alla prevenzione e al controllo delle infezioni. Per ottenere la certificazione del Rina sono stati creati moduli di formazione specifici per l’equipaggio, nel rigoroso rispetto dei nuovi protocolli sanitari e del relativo sistema di gestione di bordo messo in atto da Costa.

Recentemente Nord Pas ha supportato Euro & Promos FM SpA, azienda friulana con oltre 4.000 collaboratori, nell’implementazione, integrazione e certificazione dello schema Biosafety Trust nell’ambito delle sanificazioni ospedaliere, uno dei settori in cui l’azienda opera.

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Scopri anche tu come implementare Biosafety Trust nella tua organizzazione con l’aiuto di Nord Pas.