Pubblicati da Nord Pas

Protezione dei lavoratori contro i rischi da esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro

Il D.Lgs. 1 giugno 2020 n. 44 recepisce la Direttiva agenti cancerogeni (UE) 2017/2398 riguardante la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro, introducendo 11 nuove sostanze cancerogene, 1 nuovo processo e modificando il c. 6 dell’Art. 242 relativo alla Sorveglianza sanitaria e gli allegati XLII e IIXLI del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sostituiti dagli allegati I e II del presente decreto.

Rapporto ISS COvid-19 : indicazioni sugli impianti di ventilazione/climatizzazione in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2

E’ datato 25/05/2020 il nuovo rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità che illustra le migliori modalità operative degli impianti in base alla caratteristica degli ambienti e al loro rischio intrinseco di diffusione del droplet. Il documento riporta anche indicazioni in merito alla pulizia e sanificazione degli impianti. I principali destinatari di questo rapporto sono: datori di lavoro, gestori, amministratori, responsabili della sicurezza .

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R0 e matematica delle epidemie a supporto di strategie governative

R0 e matematica delle epidemie sono chiavi fondamentali nel processo decisionale e nella definizione delle strategie governative. La loro incisività, l’entità della popolazione su cui agiranno, potranno consentire in ultima analisi in maniera più o meno significativa la riduzione di R0, e quindi anche la
possibilità di successo all’ uscita da questo stato di emergenza.

INFORMATIVA SALUTE E SICUREZZA SMART WORKING (O LAVORO AGILE) E DIFFERENZE CON TELELAVORO

L’emergenza Covid-19 ha incentivato lo sviluppo dello SMART WORKING introdotto già nel 2017. E’ fondamentale però riconoscerne le differenze rispetto al Telelavoro. Nello Smart Working: il datore di lavoro deve elaborare e consegnare un’informativa sui rischi presenti e le misure di prevenzione e protezione che il lavoratore deve adottare. Nel Telelavoro: è necessaria la verifica da parte del DL dell’idoneità dei luoghi di lavoro e delle attrezzature (che sono in un posto fisso) alle norme di sicurezza e aggiornamento del documento di valutazione dei rischi. Una volta stabilito che si tratta di Smart Working l’informativa identifica i diversi scenari lavorativi dove trovano applicazione le informazioni contenute nei campi dell’informativa stessa.

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Tempesta Coronavirus e il buon marinaio

La metafora del marinaio colto dalla tempesta in mezzo all’oceano si presta a guardare alle nostre vite, al nostro futuro, alla nostra economia colpite dal coronavirus, per riflettere sulle strategie, sulle qualità e soprattutto sulle virtù che dovremo essere capaci di far emergere non solo per limitare i danni di questa tempesta, ma per evitare che la Natura che stiamo depredando ci faccia pagare un conto fatale.

Aifos e Confindustria Alto Adriatico promuovono i servizi Nord Pas

Aifos (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro) e  Confindustria Alto Adriatico hanno promosso a pieno titolo il nostro nuovo servizio : Procedure Informatizzate per la Gestione  Protocollo COVID-19 e VDR Smart Working   Attraverso Q-81® HSE WEB APP è possibile, fra le altre funzioni, gestire agevolmente AUDIT, […]

Covid-19: da questione sociale a rischio d’impresa

Covid-19: questo straordinario evento deve portare ogni organizzazione a chiedersi come impatterà sulle nuove strategie d’impresa. Parliamo di Enterprise Risk Management (ERM) nel suo più ampio significato. Per misurare un rischio, semplificando, è necessario disporre di dati. Ecco che l’innovazione e la tecnologia ci possono aiutare in questo difficile compito, moltiplicando le nostre energie e supportandoci nella revisione delle politiche aziendali di sviluppo strategico e sostenibile.

Supply chain sostenibile: le aziende non sono pronte alle richieste dei clienti

Cresce l’attenzione dei consumatori e più in generale di tutti gli stakeholder all’impatto dei prodotti.
Le aziende si devono adattare e integrare la sostenibilità sociale e ambientale della propria supply chain. A livello globale la pressione esercitata dai consumatori sta dando i frutti sperati, l’81 per cento delle aziende interpellate ha infatti intrapreso almeno un’azione per migliorare la sostenibilità lungo la propria catena. Ma solo il 7 per cento degli intervistati ha raggiunto tutti i livelli della filiera, solitamente le iniziative sono limitate ai fornitori di primo livello. Tra le ragioni, la mancanza di familiarità con l’argomento e la disponibilità di informazioni a cui ispirarsi, ma anche a partire dai quali costruire una strategia.